La memoria privata degli anni di piombo
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In un articolo pubblicato sul Riformista nell'ottobre del 2008 dal titolo 'La vittima, la memoria, l'oblio: Christian Raimo interviene con toni allarmati nel dibattito apertosi a seguito del ruolo assunto dalle vittime nel ricordo del terrorismo in Italia, gettando luce da un lato su quello che egli stesso chiama il 'paradosso dell'attenzione alla vittima' e dall'altro su quella tendenza che egli definisce come 'memoria che si mangia la storia'. L'allarmismo di Raimo non è stato un episodio isolato nel panorama italiano, ma ha anzi trovato ampia eco in volumi di carattere storico e teoretico quali La Repubblica del dolore di Giovanni De Luna (20n) e Critica della vittima di Daniele Giglioli (2014). Attraverso l'analisi delle critiche mosse da questi tre autori alla memoria, alla testimonianza e alla figura della vittima-eroe, in quanto prospettive incapaci di restituire le motivazioni e le cause degli avvenimenti storici, questo capitolo esamina le origini di tali critiche e la loro tendenza ad essere un discorso generale in difesa di un'idea di storia come disciplina che rimane distante dalla rielaborazione degli anni Settanta in atto in Italia. Argomento centrale di questo studio è che contrappore dialetticamente storia e memoria preclude alle parole delle vittime una possibilità di ascolto e di dimensione pubblica. Esclusa dalla storia, la memoria delle vittime diventa privata nel senso di negata.